Le parole di Mario Draghi di oggi pomeriggio hanno stimolato una decisa inversione di rotta. Sul grafico Daily del cross in esame si é così configurato un possibile setup di vendita per il medio termine costituito da un doppio massimo sul livello di 1,4000.
Aspettiamo lo svilupparsi degli eventi dei prossimi giorni.
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giovedì 8 maggio 2014
lunedì 21 maggio 2012
L'EuroCatastofe? Analisi Long-term Eur/Usd
Sarà la fine dell'Eurozona? Torneremo alle nostre vecchie monete nazionali? Siamo nel pieno di una guerra finanziaria mondiale?
Quante domande, e zero risposte. Solo il tempo ci darà la possibilità di vivere i nuovi cambiamenti.
Senza alcuna pretesa di veggenza mi vorrei limitare a fare considerazioni tecniche sul cross "tester" della condizione europea, ovvero diamo un'occhiata tecnica al cross Eur/Usd.
Partiamo dall'analisi del grafico (gli screen shot che seguono sono stati preparati giovedì 16 maggio, quando avevo iniziato a scrivere il post e, ad eccezione del rimbalzo di venerdi, per la nostra analisi sono ancora validissimi).
Partendo dall'analisi di lunghissimo periodo su time frame importante come quello weekly, la situazione è a dir poco allarmante. Il grafico parla chiaro, siamo all'interno di un canalone ribassista pauroso, iniziato nel maggio 2008 e che potrebbe portare l'euro al di sotto di 1.2000 nei confronti del dollaro Usa.
Guardando la situazione un po più da vicino si vede come appena due settimane fa è stata rotta la resistenza statica in area 1.3025 e a parer mio, in maniera violenta visti i 50 pips di gap. Attualmente siamo prossimi a pareggiare il valore di inizio anno anche in luce del fatto che la trend line rialzista, che poteva essere lo spunto per la ripresa, è stata anch'essa violata al ribasso senza tante esitazioni.
A questo punto dando un'occhiata al grafico daily è facile osservare come la forza ribassista si era già preannunciata nelle passate settimane. Nella terza immagine allegata al post ho infatti evidenziato i tre canali di distribuzione che di volta in volta sono sempre più deboli, sopraffatti dalla resistenza generata dalla trend line ribassista.
Un'entrata short in data 4 maggio, alla rottura del minimo del giorno precedente, avrebbe indubbiamente dato i sui buoni frutti, come anche un'ulteriore entrata alla rottura al ribasso del livello di 1.3000.
A questo della discesa del prezzo un rimbalzo ormai è più che logico, ma poi?
La mia idea è di entrare short sotto 1.2620.
Questo è quanto me ne conviene dalla sola analisi del grafico, ma cerchiamo ulteriori conferme.
Bisogna innanzi tutto chiedersi cosa significherebbe a livello macro economico avere un valore dell'Euro così basso. Sicuramente sarebbe un'indicazione forte che l'Europa non godrebbe di buona salute, ma del resto, vedendo come i media parlano della "Grecia Situation", non mi sembrerebbe un fatto tanto nuovo e anzi sarei più stupito del contrario. L'Euro basso inoltre favorirebbe le esportazioni offrendo un'incentivo alla ripresa economica e quindi ci sarebbe pure la giustificazione bella che pronta delle banche centrali. Ma visto che di macroeconomia non me ne intendo più di tanto preferirei non aggiungere altro e lasciare questo tipo di analisi a chi ne è veramente capace.
Continuo la mia analisi grafica dando un'occhiata anche all'index dell'Euro.
Quante domande, e zero risposte. Solo il tempo ci darà la possibilità di vivere i nuovi cambiamenti.
Senza alcuna pretesa di veggenza mi vorrei limitare a fare considerazioni tecniche sul cross "tester" della condizione europea, ovvero diamo un'occhiata tecnica al cross Eur/Usd.
Partiamo dall'analisi del grafico (gli screen shot che seguono sono stati preparati giovedì 16 maggio, quando avevo iniziato a scrivere il post e, ad eccezione del rimbalzo di venerdi, per la nostra analisi sono ancora validissimi).
Partendo dall'analisi di lunghissimo periodo su time frame importante come quello weekly, la situazione è a dir poco allarmante. Il grafico parla chiaro, siamo all'interno di un canalone ribassista pauroso, iniziato nel maggio 2008 e che potrebbe portare l'euro al di sotto di 1.2000 nei confronti del dollaro Usa.
Guardando la situazione un po più da vicino si vede come appena due settimane fa è stata rotta la resistenza statica in area 1.3025 e a parer mio, in maniera violenta visti i 50 pips di gap. Attualmente siamo prossimi a pareggiare il valore di inizio anno anche in luce del fatto che la trend line rialzista, che poteva essere lo spunto per la ripresa, è stata anch'essa violata al ribasso senza tante esitazioni.
A questo punto dando un'occhiata al grafico daily è facile osservare come la forza ribassista si era già preannunciata nelle passate settimane. Nella terza immagine allegata al post ho infatti evidenziato i tre canali di distribuzione che di volta in volta sono sempre più deboli, sopraffatti dalla resistenza generata dalla trend line ribassista.
Un'entrata short in data 4 maggio, alla rottura del minimo del giorno precedente, avrebbe indubbiamente dato i sui buoni frutti, come anche un'ulteriore entrata alla rottura al ribasso del livello di 1.3000.
A questo della discesa del prezzo un rimbalzo ormai è più che logico, ma poi?
La mia idea è di entrare short sotto 1.2620.
Questo è quanto me ne conviene dalla sola analisi del grafico, ma cerchiamo ulteriori conferme.
Bisogna innanzi tutto chiedersi cosa significherebbe a livello macro economico avere un valore dell'Euro così basso. Sicuramente sarebbe un'indicazione forte che l'Europa non godrebbe di buona salute, ma del resto, vedendo come i media parlano della "Grecia Situation", non mi sembrerebbe un fatto tanto nuovo e anzi sarei più stupito del contrario. L'Euro basso inoltre favorirebbe le esportazioni offrendo un'incentivo alla ripresa economica e quindi ci sarebbe pure la giustificazione bella che pronta delle banche centrali. Ma visto che di macroeconomia non me ne intendo più di tanto preferirei non aggiungere altro e lasciare questo tipo di analisi a chi ne è veramente capace.
Continuo la mia analisi grafica dando un'occhiata anche all'index dell'Euro.
Anche in questo caso la situazione è critica. Dopo aver toccato il livello di minimo importante di metà gennaio, sembrerebbe che ora si volesse ritestarlo. Anche qui i canaloni ribassisti predominano la situazione e se poi scendesse sotto i 97.00 ci sarebbe da tremare!
lunedì 7 maggio 2012
Stop Loss o Hedging? (quarta parte)
Avevo aperto questo post con la volontà di seguire un'operazione di hedging dall'inizio alla fine; ebbene ieri sera, grazie anche al maximum gap provocato dall'improvvisa debolezza dell'euro, ho chiuso definitivamente l'operazione portando ad un buon livello la mia autostima personale.
Ecco la sequenza delle operazioni che sono state eseguite:
Ecco la sequenza delle operazioni che sono state eseguite:
- (17 aprile) buy 1.3134 and close (20 aprile) at 1.3136 (+0.15€)
- (18 aprile) sell 1.3080 and close (6 maggio) at 1.3025 (+4.22€) - operazione di hedging al posto dello stop loss
- (20 aprile) buy 1.3175 and close (20 aprile) at 1.3190 (+1.14€)
- (20 aprile) buy 1.3222 and close (26 aprile) at 1.3238 (+1.21€)
- (26 aprile) buy 1.3225 and close (1 maggio) at 1.3241 (+1.21€)
- (3 maggio) buy 1.3162 and close (3 maggio) at 1.3168 (+0.46€)
Total profit +8.46€.
Vorrei concludere ricordando che questa operatività è servita per recuperare un trade mal riuscito senza comunque perderci del denaro; l'hedging così come è stato spiegato in questa serie di post è sicuramente una valida alternativa allo stop-loss secco e immediato.
Per salvaguardia di noi stessi, l'hedging non dovrebbe diventare la norma del trade, questa tecnica presenta infatti il contro di rimanere con posizioni aperte e in perdita per diverse giornate, in questo caso sono servite ben quasi cinque settimane per recuperare la posizione, provocando stress e tensione. Ma alla fine se ne può uscire soddisfatti.
mercoledì 18 aprile 2012
Stop Loss o Hedging? (prima parte)
Ok ci siamo, ne approfitto ora che è successo per aprire questo post e seguire in diretta la gestione di una posizione di hedging al posto di accettare subito lo stop loss in un trade non riuscito.
Alla fine trarremo le dovute considerazioni mentre per ora facciamo un quadro della situazione e impostiamo la strategia di recupero.
La coppia è una delle più amate/odiate; sono entrato long su Eur/Usd in quella che sembrava la ripresa del segnale buy di cui ho trattato nel post precedente. Inizialmente il prezzo era cresciuto salvo però un repentina discesa avvenuta questa mattina, discesa che ha portato il prezzo sul livello del mio ordine Sell Stop che avevo precedentemente posizionato in sostituzione del più tradizionale Stop Loss.
Ora ho quindi aperti in contemporanea due ordini contrari con un differenziale relativo (compreso lo spread) di circa 60 punti che equivale, in caso di chiusura di entrambe le posizioni, ad una perdita prefissata e sostenibile per il capitale iniziale (equiparabile ad accettare lo Stop Loss).
La mia strategia di gestione prevede diversi aspetti (regole), il primo e più importante è quello psicologico:
A questo punto si cercherà il recupero di parte della perdita, per farlo si sfrutta la Price Action aspettando un segnale di inversione del trend formatosi. Dovrà essere un segnale forte (quindi su time frame daily, su S/R ecc) al quale seguirà la chiusura della posizione in attivo.
Alla fine trarremo le dovute considerazioni mentre per ora facciamo un quadro della situazione e impostiamo la strategia di recupero.
La coppia è una delle più amate/odiate; sono entrato long su Eur/Usd in quella che sembrava la ripresa del segnale buy di cui ho trattato nel post precedente. Inizialmente il prezzo era cresciuto salvo però un repentina discesa avvenuta questa mattina, discesa che ha portato il prezzo sul livello del mio ordine Sell Stop che avevo precedentemente posizionato in sostituzione del più tradizionale Stop Loss.
Ora ho quindi aperti in contemporanea due ordini contrari con un differenziale relativo (compreso lo spread) di circa 60 punti che equivale, in caso di chiusura di entrambe le posizioni, ad una perdita prefissata e sostenibile per il capitale iniziale (equiparabile ad accettare lo Stop Loss).
La mia strategia di gestione prevede diversi aspetti (regole), il primo e più importante è quello psicologico:
"si deve accettare che il trade non è andato a buon fine e pertanto ora non si cercherà di guadagnare, ma si cercherà di ridurre l'eventuale perdita prevista inizialmente"Accettato questo primo aspetto, bisogna cercare di comprendere meglio cosa è successo e perché la previsione di mercato non è stata corretta, per questo occorrerà far "sfogare" il mercato, pertanto il secondo aspetto prevede la consolidazione di un trend in una delle due direzioni:
"occorre lasciare aperte entrambe le posizioni per il periodo necessario affinché si maturi chiaramente il trend definitivo"Difficilmente il trend definitivo si formerà nella stessa sessione, pertanto si deve accettare di lasciare aperte le posizioni anche per diverse giornate senza perdere il controllo e senza far predominare l'emotività alla razionalità (sarà una dura lotta).
A questo punto si cercherà il recupero di parte della perdita, per farlo si sfrutta la Price Action aspettando un segnale di inversione del trend formatosi. Dovrà essere un segnale forte (quindi su time frame daily, su S/R ecc) al quale seguirà la chiusura della posizione in attivo.
"Nel trading anche la speranza ha un prezzo"Questa massima chiarisce cosa succederà ora:
- il segnale di inversione è confermato, allora si chiuderà la posizione in perdita dopo che il prezzo avrà rittracciato per una quantità pari al differenziale iniziale (nel nostro caso 60 punti);
- il segnale di inversione non è confermato allora si chiude anche la posizione lasciata aperta accettando la perdita o si continua con la strategia (magari hedging+valore medio ecc), ma il rischio e le difficoltà aumenteranno (riprenderò magari nei prossimi post).
lunedì 16 aprile 2012
Un buon setup per un buon trade su EUR/USD
Con questo post mi appunto un buon trade sulla coppia Eur/Usd che ho eseguito oggi.
Sono entrato long quando ho notato che sul grafico daily si stava formando la più tradizionale delle pincandle. La pin si stava formando su una forte resistenza che da diverse sedute ormai caratterizza la base di ripartenza della lateralizzazione. Quel che mi convinceva era che il prezzo si era spinto con forza al ribasso e che altrettanto fortemente era stato riportato sopra la resistenza, oltre al fatto che è diversi giorni che il prezzo prova al rialzo senza però riuscire neanche a scendere, a convincermi c'è stato anche il formarsi di un'ulteriore pincandle sul grafico a 4h a conferma di un movimento sorretto da una relativa forza, questa è stata il mio indicatore di momentum per entrare a mercato.
Con riferimento a quest'ultima pincandle ho impostato il mio stop sotto la shadow e il take con un risk reword di 1:2. In realtà non ho impostato un stop netto, ma un'ordine sell limit in maniera da potermi gestire la possibile spinta al ribasso, qualora ci fosse stata, senza perdere subito il mio capitale investito.
La mia strategia di uscita teorica era che se entrava l'ordine sell stop lo avrei lasciato andare anche per un paio di giorni aspettando che il prezzo prendesse una direzione tentando poi di uscirne prima della ripresa nel verso della direzione del primo investimento. Se poi le cose si fossero messe del tutto male avrei accettato cmq lo stop.
Sono entrato long quando ho notato che sul grafico daily si stava formando la più tradizionale delle pincandle. La pin si stava formando su una forte resistenza che da diverse sedute ormai caratterizza la base di ripartenza della lateralizzazione. Quel che mi convinceva era che il prezzo si era spinto con forza al ribasso e che altrettanto fortemente era stato riportato sopra la resistenza, oltre al fatto che è diversi giorni che il prezzo prova al rialzo senza però riuscire neanche a scendere, a convincermi c'è stato anche il formarsi di un'ulteriore pincandle sul grafico a 4h a conferma di un movimento sorretto da una relativa forza, questa è stata il mio indicatore di momentum per entrare a mercato.
Con riferimento a quest'ultima pincandle ho impostato il mio stop sotto la shadow e il take con un risk reword di 1:2. In realtà non ho impostato un stop netto, ma un'ordine sell limit in maniera da potermi gestire la possibile spinta al ribasso, qualora ci fosse stata, senza perdere subito il mio capitale investito.
La mia strategia di uscita teorica era che se entrava l'ordine sell stop lo avrei lasciato andare anche per un paio di giorni aspettando che il prezzo prendesse una direzione tentando poi di uscirne prima della ripresa nel verso della direzione del primo investimento. Se poi le cose si fossero messe del tutto male avrei accettato cmq lo stop.
mercoledì 11 aprile 2012
Sentiment EUR/USD
Diamo un'occhiata all'Open Interest delle opzioni sui futures dell'euro per le scadenze dei prossimi mesi per farci un'idea di cosa il mercato si potrebbe aspettare.
- La scadenza di aprile ci dice poco, un forte muro di opzioni put è sullo strike 126 (un pò in là), che ci sia una lateralizzazione?
- Per maggio sembrerebbe poter essere possibile una crescita del prezzo almeno fino allo strike 137, consolidato caposaldo di supporto/resistenza, anche se una ripresa dei prezzi a livello più basso (130?, 127?) potrebbe essere possibile, magari con genesi proprio nel mese di aprile dove non ci sono grandi livelli di opzioni put.
- L'OI di giugno, in cui inoltre scadono i futures trimestrali, segnala una forte spinta al rialzo si vede infatti un forte muro di opzioni put sugli strike 132 e poi 128 e quasi una relativa assenza di opzioni call.
"Ricordiamo sempre che nel trading è vero tutto il contrario di tutto e che non c'è cosa più facile che avere ragione nel sbagliare una di previsione! Good Luck"
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