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martedì 3 luglio 2012

Come è dolce questo Oil (gain! +700bp)

Come è dolce questo Oil era il titolo del post di qualche giorno fa dove si segnalava di prestare attenzione alla possibile rottura al rialzo di area 80.00 (http://blogtrade.blogspot.it/2012/06/come-e-dolce-questo-oil.html).
Ma come è andata a finire?


Direi bene e con circa 700 punti di gain. Mentre per i soldoni (euri), è tutta questione di leva e rischio che ci si voleva assumere, personalmente mi piace mantenere un certo capitale psicologico, mi piace una leva 1:2-1:5.
I più temerari potrebbero essere entrati long sul pull-back in area 77.00 e aver così portato a casa, ad oggi, circa 1000 pips points.

domenica 20 maggio 2012

Alla conquista dell'Oro (gain! +5.7% in pochi giorni di lavoro")

Ci siamo lasciati giovedì scorso con la momentanea soddisfazione per essere entrati long quando si doveva entrare long. Ma ora che fare? Come gestire al meglio la posizione?
Venerdì sera, con la chiusura della settimana di contrattazione, ho chiuso anche la mia posizione con un profitto di circa 3800 punti (che per come ho gestito il mio money management mi hanno fruttato circa il 5.7% del capitale iniziale lavorando con leva 1:2); pur rimanendo della convinzione che il rialzo possa continuare anche nei prossimi giorni, ha prevalso la volontà di trascorrere il week end con in tasca un profitto certo e di non far guadagnare al broker gli interessi di over-night.
Essendo niente di più che un piccolo investitore credo comunque che sia già più che sufficiente quello fino a qui fatto, "senza voler strafare".
In realtà, arrivati a questo punto e con un profitto in portafoglio, sarebbe bene proseguire con una di queste tecniche di gestione della posizione.
Ad esempio si potrebbe prevedere di inserire un ordine di stop qualche punto sopra il prezzo d'ingresso, o ancora meglio subito sotto il minimo di venerdì, e lasciare correre i profitti in condizione free-risk.
Oppure si potrebbe impostare un ordine buy-stop sopra il massimo di giornata e con stop-loss incorporato sotto il minimo. Così se il trend continuasse al rialzo sicuramente romperà il massimo precedente, e allora saremo dentro al trend; se però il trend si fosse esaurito, e il prezzo iniziasse a scendere, allora ne saremo fuori senza averci rimesso niente del profitto fin qui realizzato. In realtà si potrebbe anche sviluppare la terza situazione di scenario, non proprio favorevole, infatti il prezzo potrebbe iniziare la seduta al rialzo, rompendo il massimo precedente per poi scendere successivamente e magari far entrare l'ordine di stop, a questo punto questa strategia di gestione risulterebbe più svantaggiosa rispetto a quella precedente che prevedeva di mettere semplicemente uno stop-loss sotto il minimo di giornata.
Personalmente sto applicando questa seconda tecnica di gestione della posizione. Infatti se il prezzo rompesse al rialzo sarei nuovamente a mercato, anche in forza del chiaro segnale rialzista che si è formato venerdi sull'importantissimo time-frame weekly.



"Il rischio è adrenalina pericolosa! Good Trading!"

lunedì 16 aprile 2012

Un buon setup per un buon trade su EUR/USD

Con questo post mi appunto un buon trade sulla coppia Eur/Usd che ho eseguito oggi.
Sono entrato long quando ho notato che sul grafico daily si stava formando la più tradizionale delle pincandle. La pin si stava formando su una forte resistenza che da diverse sedute ormai caratterizza la base di ripartenza della lateralizzazione. Quel che mi convinceva era che il prezzo si era spinto con forza al ribasso e che altrettanto fortemente era stato riportato sopra la resistenza, oltre al fatto che è diversi giorni che il prezzo prova  al rialzo senza però riuscire neanche a scendere, a convincermi c'è stato anche il formarsi di un'ulteriore pincandle sul grafico a 4h a conferma di un movimento sorretto da una relativa forza, questa è stata il mio indicatore di momentum per entrare a mercato.
Con riferimento a quest'ultima pincandle ho impostato il mio stop sotto la shadow e il take con un risk reword di 1:2. In realtà non ho impostato un stop netto, ma un'ordine sell limit in maniera da potermi gestire la possibile spinta al ribasso, qualora ci fosse stata, senza perdere subito il mio capitale investito.
La mia strategia di uscita teorica era che se entrava l'ordine sell stop lo avrei lasciato andare anche per un paio di giorni aspettando che il prezzo prendesse una direzione tentando poi di uscirne prima della ripresa nel verso della direzione del primo investimento. Se poi le cose si fossero messe del tutto male avrei accettato cmq lo stop.




mercoledì 11 aprile 2012

I capisaldi del Money Management

Riporto un estratto dal web in cui si cerca di fare luce ad alcune delle principali definizioni legate al corretto money management e più specificatamente alla corretta gestione della posizione.
Cerchiamo di comprendere quindi il significato dei seguenti termini.
  • Stop Loss
  • Breakeven Stop
  • Trailing Stop
  • Take Profit
  • Shock Protection

Lo Stop Loss è quel segnale che limita la perdita massima associata a ciascun trade. L'entità di questa perdita può essere fissata in diversi modi:% fissa
% legata alla volatilità del titolo
% punti fissi
Si impiega la % fissa quando non si vuole ammettere in nessun caso una perdita superiore ad un dato ammontare (in % sul capitale investito), indipendentemente dal titolo negoziato e quando si è convinti che raggiunta una perdita pari al valore prefissato, il segnale di ingresso sia da ritenersi invalidato e pertanto non sussistano più le ragioni che hanno spinto ad aprire la posizione.
Si impiega la % legata alla volatilità del titolo (magari ancorando il valore dello stop all'Average True Range del titolo) quando si vuole considerare la caratteristica intrinseca dei diversi strumenti azionari che possono percorrere lo stesso cammino con ampiezza delle onde (e quindi volatilità) decisamente diversa.
Si impiega un ammontare fisso quando si opera con strumenti future. Infatti questi strumenti portano a guadagnare o perdere non in ragione del movimento % realizzato quanto piuttosto in funzione del numero di punti incamerati o lasciati sul mercato. Perdere 1.000 punti per un ingresso errato a 50.000 piuttosto che a 25.000 è la stessa cosa da un punto di vista monetario: in entrambi i casi sono stati bruciati 5.000 euro per contratto (i dati espressi si riferiscono al Fib 30). Nel primo caso con un movimento del 2% nel secondo con un movimento del 4% dello strumento trattato.

Il Breakeven Stop è quel segnale che permette di chiudere una posizione in pareggio una volta raggiunto un determinato profitto. Il trigger da regolare è il guadagno che attiva il segnale. Il procedimento per la sua determinazione ricalca quanto visto per lo stop loss con i metodi a % fissa, % variabile e punti fissi. Attivare presto il segnale significa cautelarsi maggiormente da inversioni del mercato ma rischiare di chiudere in anticipo un trade profittevole. Al contrario attendere troppo per l'attivazione di questo segnale può portare una operazione favorevole che ha generato un bel guadagno virtuale a trasformarsi in una operazione che genera perdita reale!

L'evoluzione naturale dei due segnali precedenti è il Trailing Stop: qualora l'operazione si riveli profittevole e il guadagno continui ad incrementarsi è necessario cominciare ad assicurarne parte di esso, in modo che qualsiasi inversione del mercato (eccezion fatta per gap nell'overnight) non ci eroda l'intero guadagno virtuale accumulato.
In questa tipologia di segnale è necessario stabilire due livelli (ancora una volta secondo le metodologie esposte): il livello a cui attivare il segnale e il livello a cui porre la chiusura della posizione. Per il primo livello dovremmo scegliere un valore di guadagno superiore rispetto al breakeven stop, mentre per il secondo livello è necessario decidere quanto del guadagno virtuale accumulato siamo disposti a cedere al mercato. Se siamo disposti a cedere poco del guadagno accumulato rischiamo di andare incontro ad una uscita anticipata alla prima correzione del mercato; di contro mantenere il trailing stop eccessivamente lontano dai massimi (o minimi) raggiunti porta a vedere vanificato gran parte del guadagno accumulato.
Sarà una valutazione della strategia nel suo complesso e delle caratteristiche del trader ad indicare quali valori adottare per questi settaggi.

Il quarto caposaldo è il Take Profit. Questo segnale indica la chiusura della posizione raggiunto un determinato profitto, stabilito con le metodologie indicate. A differenza del Trailing Stop che non preclude la corsa dei prezzi, questo segnale pone un traguardo massimo al guadagno che può essere accumulato. Pertanto sarà un segnale particolarmente efficace per quelle operazioni che nascono in trading range ove lo spazio a disposizione per i movimenti di prezzo appare limitato. Meno efficace rispetto all'impiego del Trailing Stop sarà l'adozione del Take Profit nei grossi trend la cui entità è difficilmente quantificabile a priori.

L'ultimo segnale che vediamo, lo Shock Protection, è legato ad avvenimenti esterni che possono provocare shock sul mercato. Lo scopo di questo segnale è di proteggere la posizione aperta qualora il mercato imbocchi improvvisamente ed inaspettatamente una direzione opposta a quella desiderata, con forte incremento della volatilità. Prima che possa intervenire qualsiasi altro segnale chiudiamo la posizione grazie all'intervento di questo meccanismo che prevede una escursione massima avversa tra due barre pari ad un valore prefissato.