Sono solito osservare in un'unica schermata le commodity che il mio broker mi mette a disposizione, giusto per aver il quadro generale della situazione oltre che per percepire il livello di correlazione che insiste sulle stesse.
Ieri durante la solita routine mi è saltato all'occhio un segnale d'acquisto fin troppo evidente, si stava formando il classico triangolo di accumulazione sul futures del caffé. Cosa faccio lo trado?
Chiudo gli occhi, fisso il punto oltre il quale avrei fatto partire le difese e con un pò di strizza mi ci butto dentro. Del resto il triangolo è uno dei pattern più affidabili soprattutto se si forma dopo un trend in discesa piuttosto lungo come quello che c'è stato nei mesi precedenti sul caffè.
Attualmente siamo in profit di poco più di 600 punti. Lascio correre i profitti fissando lo stop a +400 punti se le cose dovessero cambiare.
Labels
analisi tecnica
analysis
open interest
my rules
sentiment
gold
vix
oi vix
strategia
price action
tecniche
commodity
opzioni
regole
gestione posizione
index
oi gold
trade
eur/usd
good luck
call
pin bar
put
hedging
stop loss
take profit
trend
WTI
carry trade
cross
day trading
definizioni
europa
forex
futures
money management
pattern
pin candle
pinocchio
stati uniti
valute
Eur/Chf
australia
broker
canada
crude oil
dollaro
errori
eur
euro
franco svizzero
giappone
inside candle
link
risk on
swap
trading system
usd
valore medio
CME
US Dollar index
UUP
algo trade
anglogold ashanti
barrik gold
bce
breakeven stop
cad
correlazioni
currency
doppio massimo
expert advisor
forum
free risk
gain
gap
gran bretagna
intraday
jpy
majors
new zealand
nuova zelanda
over-night
risk off
scaling
sell
shock protection
silver
spike
svizzera
swiss national bank
tassi interesse
teta
trailing stop
Cerca
Visualizzazione post con etichetta pattern. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta pattern. Mostra tutti i post
martedì 26 giugno 2012
giovedì 3 maggio 2012
Pattern di prezzo, gli alleati del trader di breve termine
Riporto un'estratto dal sito http://www.tradingprofessionale.it in cui si cerca di far luce sui tanto famosi pattern di prezzo. Ho trovato questo articolo molto interessante e pertanto lo ribloggo ringraziando anticipatamente l'autore Michele Maggi.
Il trading basato sui pattern di prezzo è una metodologia che si avvantaggia del comportamento ripetitivo che alcuni titoli manifestano, sia nel breve sia nel medio periodo, definendo in qualche modo la personalità di un dato mercato o di un particolare titolo. Tuttavia, per quanto si possa essere esperti di un particolare mercato, è impossibile riuscire a prevedere con assoluta certezza l'esito di una posizione speculativa. Il fatto di individuare la direzione del trend o l'intonazione positiva o negativa di un mercato non implica necessariamente la garanzia di porre in essere una posizione speculativa di successo.
Troppe, infatti, sono le variabili presenti sui mercati finanziari per poter creare un modello omnicomprensivo che sia in grado di formulare previsioni azzeccate al 100 per 100.
Ma se da un lato è impossibile prevedere con certezza i punti di svolta dei mercati, dall'altro sono i mercati stessi a fornirci importanti informazioni – almeno per il breve periodo – rispetto alla direzione e alla plausibile velocità alla quale i prezzi potrebbero muoversi in una determinata direzione.
Lo spirito del trading basato sui pattern di prezzo è proprio questo: individuare particolari situazioni in cui l'azione stessa dei prezzi fornisce importanti informazioni sull'imminente sviluppo delle quotazioni.
È un'operatività basata essenzialmente sull'osservazione dei grafici a barre o a candele giapponesi e sull'analisi delle relazioni fra gli elementi che le compongono che include una rilevante componente di gestione delle opportunità che derivano dal portare le probabilità a proprio favore.
Esistono numerose pubblicazioni che illustrano collezioni di pattern più o meno affidabili in grado di descrivere particolari comportamenti ripetitivi del mercato ma, a parte la possibilità di applicare tali pattern in maniera semiautomatica, una delle attività più interessanti dell'analisi tecnica è proprio la ricerca di nuovi modelli grafici in grado di interpretare al meglio le dinamiche del mercato.
La cosa più semplice per "trovare" pattern di prezzo è lo studio dei grafici. Analizzando i punti di svolta dei mercati o le zone che hanno determinato una momentanea pausa del trend, non è difficile identificare una specifica configurazione di due–tre o quattro barre che precede il movimento. Nel caso dei pattern di inversione ci si concentrerà sui minimi e sui massimi di swing mentre per i pattern di continuazione si presterà attenzione a quei movimenti che, come i pullback, si presentano dopo forti spinte iniziali.
Ma se da un lato è semplice – almeno in teoria – identificare le due o tre barre che precedono i movimenti di prezzo che ci interessa catturare, dall'altro risulta più difficile comprendere quali siano le relazioni significative di quelle barre e, soprattutto, come formalizzarle in termini matematici.
Già da una prima ispezione visuale, la presenza di candele nere (Close < Open) in prossimità dei massimi o di candele bianche in corrispondenza dei minimi (Close > Open), ci informa sul possibile esaurimento del movimento precedente, ma quello che cerchiamo deve essere molto più preciso.
Una delle procedure più precise per la creazione di modelli astratti (ottenuti cioè a prescindere dall'osservazione dei grafici ma solo ipotizzando una sequenza logica nei movimenti) è la valutazione di quali caratteristiche dovrebbe avere l'esaurimento di un movimento direzionale o la ripresa di un trend.
Esaurimento di un trend:
I forti trend rialzisti o ribassisti, culminanti con fasi di euforia o di panic selling presentano in genere elementi caratteristici:
- incremento della volatilità, espresso dall'aumento del range delle giornate;
- presenza di gap, in genere si tratta di gap di esaurimento o exhaustion gap;
Volendo ipotizzare l'esaurimento di un trend rialzista, potrebbe essere lecito assumere che il culmine del movimento sia caratterizzato da range estesi, da un massimo toccato da un punto estremo della barra (o della candela) la cui chiusura sia negativa (chiusura inferiore all'apertura) e posizionata più in basso e che il massimo del giorno successivo sia decisamente inferiore a quello del giorno precedente.
- notevole dimensioni delle shadow rispetto ai real body delle candele.
lunedì 16 aprile 2012
Un buon setup per un buon trade su EUR/USD
Con questo post mi appunto un buon trade sulla coppia Eur/Usd che ho eseguito oggi.
Sono entrato long quando ho notato che sul grafico daily si stava formando la più tradizionale delle pincandle. La pin si stava formando su una forte resistenza che da diverse sedute ormai caratterizza la base di ripartenza della lateralizzazione. Quel che mi convinceva era che il prezzo si era spinto con forza al ribasso e che altrettanto fortemente era stato riportato sopra la resistenza, oltre al fatto che è diversi giorni che il prezzo prova al rialzo senza però riuscire neanche a scendere, a convincermi c'è stato anche il formarsi di un'ulteriore pincandle sul grafico a 4h a conferma di un movimento sorretto da una relativa forza, questa è stata il mio indicatore di momentum per entrare a mercato.
Con riferimento a quest'ultima pincandle ho impostato il mio stop sotto la shadow e il take con un risk reword di 1:2. In realtà non ho impostato un stop netto, ma un'ordine sell limit in maniera da potermi gestire la possibile spinta al ribasso, qualora ci fosse stata, senza perdere subito il mio capitale investito.
La mia strategia di uscita teorica era che se entrava l'ordine sell stop lo avrei lasciato andare anche per un paio di giorni aspettando che il prezzo prendesse una direzione tentando poi di uscirne prima della ripresa nel verso della direzione del primo investimento. Se poi le cose si fossero messe del tutto male avrei accettato cmq lo stop.
Sono entrato long quando ho notato che sul grafico daily si stava formando la più tradizionale delle pincandle. La pin si stava formando su una forte resistenza che da diverse sedute ormai caratterizza la base di ripartenza della lateralizzazione. Quel che mi convinceva era che il prezzo si era spinto con forza al ribasso e che altrettanto fortemente era stato riportato sopra la resistenza, oltre al fatto che è diversi giorni che il prezzo prova al rialzo senza però riuscire neanche a scendere, a convincermi c'è stato anche il formarsi di un'ulteriore pincandle sul grafico a 4h a conferma di un movimento sorretto da una relativa forza, questa è stata il mio indicatore di momentum per entrare a mercato.
Con riferimento a quest'ultima pincandle ho impostato il mio stop sotto la shadow e il take con un risk reword di 1:2. In realtà non ho impostato un stop netto, ma un'ordine sell limit in maniera da potermi gestire la possibile spinta al ribasso, qualora ci fosse stata, senza perdere subito il mio capitale investito.
La mia strategia di uscita teorica era che se entrava l'ordine sell stop lo avrei lasciato andare anche per un paio di giorni aspettando che il prezzo prendesse una direzione tentando poi di uscirne prima della ripresa nel verso della direzione del primo investimento. Se poi le cose si fossero messe del tutto male avrei accettato cmq lo stop.
Iscriviti a:
Post (Atom)





