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martedì 30 ottobre 2012

Day Trading - operatività con le inside bar

Ecco una tecnica operativa molto efficace per quanto semplice.
Si tratta di anticipare il momento di decompressione del mercato. Nell'intraday si opera bene su grafici a 5m: si può iniziare cercando situazioni di inside-candle su livelli importanti di prezzo (resistenze, supporti).
Individuate diverse candele inside si sta pronti per entrare alla rottura al rialzo, o al ribasso impostando subito lo stop rispettivamente sul minimo o sul massimo della candela madre.


Il vantaggio è presto detto:
  • stop contenuti (5-10 pips)
  • spesso dopo un momento di compressione il mercato prende direzione con forza (grandi movimenti)
  • molte sono le occasioni di far trading durante la giornata
  • in caso di false rotture dei livelli si ha comunque buona probabilità di chiudere a break even e girare la posizione
Per performare al massimo questo trading system è bene individuare quale siano rispettivamente le divise più forti e quelle più deboli e lavorare sul cross che le relaziona reciprocamente. La regola è banale: scelta una terna di valute (ad esempio Eur, Usd, Jpy) osservare quale delle tre è la più forte sulle altre due, poi delle stesse due individuare quale sia la più debole tra esse, il cross con più probabilità di compiere ampi movimenti di prezzo sarà quello costituito dalla valuta più forte contro la più debole tra le tre.

martedì 3 luglio 2012

Risk-ON & Risk-OFF

Spesso nelle analisi tecniche e intermarket si usano questi due termini per descrivere la situazione generale del mercato, ma cosa si intende quando si afferma Risk ON o/e Risk OFF?
Di recente ho trovato questa spiegazione che mi appresto subito a postare credendola molto utile per chi si sta avvicinando ai mercati finanziari.
  • Nelle fasi individuate come Risk ON, l’accettazione del rischio spinge gli investitori a vendere 
  • protezione (volatilità e opzioni put), a comprare azioni, materie prime e valute ad alto rendimento anche ricorrendo all’indebitamento (carry trade).
  • Nelle fasi individuate come Risk OFF, l’avversione al rischio spinge gli investitori a comprare 
  • governativi USA e tedeschi, a comprare protezione (volatilità e opzioni put), a vendere azioni, materie prime e valute ad alto rendimento.
Quindi i due termini mettono in allerta l'investitore sull'avversione al rischio presente sul mercato. Si ravvisa quindi un nuovo modo di osservare il mercato: è una visione proiettata esclusivamente all'analisi globale del rischio riversata poi nell'appropriata scelta delle asset class su cui investire.
A questo punto diventa interessante osservare le correlazioni dirette e inverse tra il grafico dello S&P500, il Vix e il cross da loro generato S&P500/Vix, sembra quasi che il cross reagisca con anticipo al cambio di stato da Risk On a Risk Off.



[Risk ON / Risk OFF http://bit.ly/Obbo6M - R.Malnati]

giovedì 17 maggio 2012

Alla conquista dell'Oro (quinta parte - "preso all'amo")

Ed ecco le soddisfazioni!
Iniziamo a recuperare ...ma senza urlare troppo, la preda potrebbe ancora agitarsi e voltarsi indietro!
Aspetterò domani per vedere se c'è la possibilità di mettersi a free risk con una buona probabilità di gain.





mercoledì 16 maggio 2012

Alla conquista dell'Oro (terza parte - "fiutare la preda")

Continuiamo a monitorare le quotazioni dell'oro, continuiamo ad attendere!
Ancora nessun chiaro segnale long si è presentato, ieri sera avevo posizionato comunque un'ordine buy-stop sopra il massimo della giornata, intorno a 1567. Ero pronto quindi con la mia strategia d'acquisto nel caso il prezzo fosse oggi partito al rialzo. Ma evidentemente non si è ancora esaurito il trend al ribasso e pertanto non ci rimane che attendere, aspettando l'occasione d'acquisato con la dovuta pazienza e senza la fretta di entrare a mercato (nel trading la fretta è una cattiva consigliera).
A questo punto sono curioso di vedere come si comporta il prezzo intorno all'area di 1520, minimo che è stato toccato nello scorso periodo natalizio.
Direi inoltre che in questi giorni il prezzo dell'oro risente della crisi dell'Eurozona correlandosi direttamente con la quotazione dell'Euro.



giovedì 10 maggio 2012

Alla conquista dell'Oro (prima parte)

Con questo post vorrei valutare se in questo periodo, visto il repentino ribasso che ha avuto, ci potesse essere una possibilità d'acquisto sull'oro.
Partiamo dall'analisi tecnica sui grafici weekly e daily.



 L'analisi weekly vede la momentanea rottura della trend line di lungo periodo ed evidenzia i principali livelli di supporto intorno a quota 1560, 1475 e più sotto a 1430.
Salendo di scala, ossevando la situazione su grafico daily, si vede il canale che ha caratterizzato la discesa del prezzo di questi giorni. Sstando a questa figura, attualmente saremmo proprio su un punto di possibile rimbalzo/ritracciamento che permetterebbe al prezzo di raggiungere il livello di 1560.
Il ritracciamento inoltre sembrerebbe essersi già innescato, infatti se osserviamo il quadro d'insieme con l'andamento orario e a 4 ore si vede come il prezzo si sia infilato in un canale leggermente rialzista.



A questo punto vorrei ulteriori conferme sui suddetti livelli di supporto, pertanto diamo un'occhiata ai livelli di prezzo che presentano un maggiore open-interest delle opzioni sul future dell'oro.


Effettivamente come si evince dalla tabella riferita al numero di contratti aperti in opzioni Put sul future dell'oro con scadenza a giugno, si può osservare come i livelli 1550, 1500, 1450 e 1400 vedano un'alto numero di contratti aperti, soprattutto 1500 e 1400 a conferma che anche i grandi investitori finanziari non si aspettano a breve un prezzo inferiore.
Cerco ancora conferme della mia analisi valutando la situazione dei diretti correlati con il valore dell'oro.




Come si può osservare dal grafico del rendimento relativo, l'oro nell'ultimo periodo ha avuto una performance migliore rispetto alle società direttamente correlate. Vediamo come sia la Barrik Gold, sia l'Anglogold Ashanti siano sui minimi del 2010.
Questo mi da forza di credere che una ripresa di queste società ci possa essere e anche in conseguenza di una risalita del valore dell'oro stesso.

Il mio obbiettivo sarà di entrare long.
Attualmente l'unico livello che mi darebbe sicurezza è sopra a 1610.00; quando tutte le medie di Guppy su grafico orario verrebbero violate, ma sarebbe un trade di breve e da monitorare parecchio, non è proprio quello che vorrei.
La mia strategia di acquisto prevede di aspettare un segnale d'ingresso (pincandle daily) intorno a 1560.00, a questo punto si potrebbe entrare long, ma con riserva. Infatti nel caso poi il prezzo continuasse la discesa terrò il trade aperto in perdita fino a circa 1475.00 dove tenterò di mediare il prezzo d'acquisto con una successiva entrata long, in tal caso il prezzo d'acquisto medio sarà intorno a 1518.00. Stessa cosa la ripeterò successivamente a 1430.00.
Money management:
Con un capitale investito di 1000€ ogni punto vale 0.008€, pertanto:

  • 156000-147500=8500
  • 8500x0.008=68.00€
  • 147500-143000 =4500
  • 4500x0.008=3600€
  • 68.00+36.00+36.00=140.00€ (max draw down stimato)

lunedì 7 maggio 2012

Stop Loss o Hedging? (quarta parte)

Avevo aperto questo post con la volontà di seguire un'operazione di hedging dall'inizio alla fine; ebbene ieri sera, grazie anche al maximum gap provocato dall'improvvisa debolezza dell'euro, ho chiuso definitivamente l'operazione portando ad un buon livello la mia autostima personale.
Ecco la sequenza delle operazioni che sono state eseguite:

  1. (17 aprile) buy 1.3134 and close (20 aprile) at 1.3136 (+0.15€)
  2. (18 aprile) sell 1.3080 and close (6 maggio) at 1.3025 (+4.22€) - operazione di hedging al posto dello stop loss
  3. (20 aprile) buy 1.3175 and close (20 aprile) at 1.3190 (+1.14€)
  4. (20 aprile) buy 1.3222 and close (26 aprile) at 1.3238 (+1.21€)
  5. (26 aprile) buy 1.3225 and close (1 maggio) at 1.3241 (+1.21€)
  6. (3 maggio) buy 1.3162 and close (3 maggio) at 1.3168 (+0.46€)
Total profit +8.46€.




Vorrei concludere ricordando che questa operatività è servita per recuperare un trade mal riuscito senza comunque perderci del denaro; l'hedging così come è stato spiegato in questa serie di post è sicuramente una valida alternativa allo stop-loss secco e immediato.
Per salvaguardia di noi stessi, l'hedging non dovrebbe diventare la norma del trade, questa tecnica presenta infatti il contro di rimanere con posizioni aperte e in perdita per diverse giornate, in questo caso sono servite ben quasi cinque settimane per recuperare la posizione, provocando stress e tensione. Ma alla fine se ne può uscire soddisfatti.

giovedì 3 maggio 2012

Pattern di prezzo, gli alleati del trader di breve termine

Riporto un'estratto dal sito http://www.tradingprofessionale.it in cui si cerca di far luce sui tanto famosi pattern di prezzo. Ho trovato questo articolo molto interessante e pertanto lo ribloggo ringraziando anticipatamente l'autore Michele Maggi.

Il trading basato sui pattern di prezzo è una metodologia che si avvantaggia del comportamento ripetitivo che alcuni titoli manifestano, sia nel breve sia nel medio periodo, definendo in qualche modo la personalità di un dato mercato o di un particolare titolo. Tuttavia, per quanto si possa essere esperti di un particolare mercato, è impossibile riuscire a prevedere con assoluta certezza l'esito di una posizione speculativa. Il fatto di individuare la direzione del trend o l'intonazione positiva o negativa di un mercato non implica necessariamente la garanzia di porre in essere una posizione speculativa di successo.
Troppe, infatti, sono le variabili presenti sui mercati finanziari per poter creare un modello omnicomprensivo che sia in grado di formulare previsioni azzeccate al 100 per 100.
Ma se da un lato è impossibile prevedere con certezza i punti di svolta dei mercati, dall'altro sono i mercati stessi a fornirci importanti informazioni – almeno per il breve periodo – rispetto alla direzione e alla plausibile velocità alla quale i prezzi potrebbero muoversi in una determinata direzione.
Lo spirito del trading basato sui pattern di prezzo è proprio questo: individuare particolari situazioni in cui l'azione stessa dei prezzi fornisce importanti informazioni sull'imminente sviluppo delle quotazioni.
È un'operatività basata essenzialmente sull'osservazione dei grafici a barre o a candele giapponesi e sull'analisi delle relazioni fra gli elementi che le compongono che include una rilevante componente di gestione delle opportunità che derivano dal portare le probabilità a proprio favore.
Esistono numerose pubblicazioni che illustrano collezioni di pattern più o meno affidabili in grado di descrivere particolari comportamenti ripetitivi del mercato ma, a parte la possibilità di applicare tali pattern in maniera semiautomatica, una delle attività più interessanti dell'analisi tecnica è proprio la ricerca di nuovi modelli grafici in grado di interpretare al meglio le dinamiche del mercato.
La cosa più semplice per "trovare" pattern di prezzo è lo studio dei grafici. Analizzando i punti di svolta dei mercati o le zone che hanno determinato una momentanea pausa del trend, non è difficile identificare una specifica configurazione di due–tre o quattro barre che precede il movimento. Nel caso dei pattern di inversione ci si concentrerà sui minimi e sui massimi di swing mentre per i pattern di continuazione si presterà attenzione a quei movimenti che, come i pullback, si presentano dopo forti spinte iniziali.
Ma se da un lato è semplice – almeno in teoria – identificare le due o tre barre che precedono i movimenti di prezzo che ci interessa catturare, dall'altro risulta più difficile comprendere quali siano le relazioni significative di quelle barre e, soprattutto, come formalizzarle in termini matematici.
Già da una prima ispezione visuale, la presenza di candele nere (Close < Open) in prossimità dei massimi o di candele bianche in corrispondenza dei minimi (Close > Open), ci informa sul possibile esaurimento del movimento precedente, ma quello che cerchiamo deve essere molto più preciso.
Una delle procedure più precise per la creazione di modelli astratti (ottenuti cioè a prescindere dall'osservazione dei grafici ma solo ipotizzando una sequenza logica nei movimenti) è la valutazione di quali caratteristiche dovrebbe avere l'esaurimento di un movimento direzionale o la ripresa di un trend.
 Esaurimento di un trend:
I forti trend rialzisti o ribassisti, culminanti con fasi di euforia o di panic selling presentano in genere elementi caratteristici:
  • incremento della volatilità, espresso dall'aumento del range delle giornate;
  • presenza di gap, in genere si tratta di gap di esaurimento o exhaustion gap;
  • notevole dimensioni delle shadow rispetto ai real body delle candele.
Volendo ipotizzare l'esaurimento di un trend rialzista, potrebbe essere lecito assumere che il culmine del movimento sia caratterizzato da range estesi, da un massimo toccato da un punto estremo della barra (o della candela) la cui chiusura sia negativa (chiusura inferiore all'apertura) e posizionata più in basso e che il massimo del giorno successivo sia decisamente inferiore a quello del giorno precedente.

giovedì 26 aprile 2012

Swap favorevole e trade theta positivo

Se proprio dobbiamo scegliere di investire del denaro in un trade cerchiamo tra quelli che sono a nostro vantaggio in termini di swap, ovvero scegliamo un trade buy o un trade sell in maniera che sia un trade "theta positivo".